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Il
parco regionale di Zgornja Idrijca venne istituito ed adeguatamente tutelato
dal Comune di Idrija nel 1992. L’area del parco si estende su 4230 ettari, dei
quali ben 4105 di superficie collinosa coperta da foreste prevalentemente
ricche e curate.
Il
vasto parco occupa il bacino del corso superiore dell’Idrijca, da Idrija fino
alle sorgenti di questo limpido fiume montano, sotto l’insediamento di Mrzla
Rupa (840 m), esiguo agglomerato al margine dell’altipiano di Vojsko. Comprende
pure la valle del ruscello Belca e le fasce marginali del già citato altipiano
di Vojsko nonché del Trnovski gozd. La conformazione del terreno,
geologicamente assai interessante e complessa, cela numerosi reperti fossili.
Il parco è in gran parte di natura carsica; non sono pertanto rare le doline,
le grotte ed i burroni. Particolarmente invitante è la flora, varia e sfarzosa,
con la sua presenza di specie floreali dinariche, alpestri e submediterranee.
Ad
un tiro di schioppo da Idrija, nei pressi delle uniche, impareggiabili Rake
costruite quattro secoli fa, ha inizio, presso la ‘kamšt’, il sentiero
didattico-scientifico, passeggiata assai gradita e ricca di vegetazione.
Sottostanti il ‘Jožefov’ pozzo, presso la stazione d’estrazione d’un tempo, si
possono vedere le restaurate locomotive a varie trazioni di quella che fu la
ferrovia della miniera, nonché la vecchia lavanderia dove nel passato le donne
dei minatori lavavano i panni nella fredda acqua dell’Idrijca. Le Rake, questo
canale idraulico – energetico costruito dapprima in legno ed appena negli anni
1776 – 1770 in muratura, consente a tutt’oggi il funzionamento della centrale
elettrica sul Lenštat. Sopra il Divje jezero e la Kobila si apre la pittoresca
valle Strug, meta soprattutto estiva di chi ama la natura ed una sana
ricreazione. Strug vanta limpide acque spumeggianti, numerosi tonfani,
ponticelli sospesi e pareti rocciose a strapiombo. Nei mesi estivi la
confluenza dell’Idrijca e della Belca vede una gran folla di visitatori, poiché
lo stabilimento balneare detto ‘na Lajštu’ è da sempre rinomato ed assai
frequentato.
Nell’area
superiore del parco offre spunti d’interesse la località di Krekovše nad Belo,
noto centro forestale e di ricerca. Le ricche foreste di faggio dagli alberi
eccezionalmente belli recano l’impronta di una plurisecolare sistematica
manutenzione. Nonostante il substrato carsico le foreste sono vitali e
rigogliose essendo Krekovše con i suoi 3000 mm di precipitazioni annuali al m2
una delle località più umide della Slovenia. Lungo il sentiero verso Mrzla
Rupa, sul Hudo polje, si erge il monumento eretto a ricordo dell’ospedale
partigiano Pavla, ospedale in cui nel corso del secondo conflitto mondiale
trovarono rifugio e cure circa mille feriti. Quali testimoni di un assai remoto
passato destano attenzione le supposte vestigia del ‘limes’ romano: nel corso
del quarto e del quinto secolo dopo Cristo sarebbe stato costruito un sistema
di mura difensive destinate a vigilare sui passaggi dalla valle dell’Idrijca
verso la valle di Tribuša e da lì verso l’ Italia. Un tratto delle mura, a
Mrzla Rupa presso Habe, andrebbe a ragione fatto oggetto di ulteriori ricerche.
Una peculiarità naturale sui generis è costituita pure dalla foresta vergine
del Bukov Vrh nella vasta dolina carsica situata tra Hudo polje e la Smrekova
draga. La foresta vergine si estende su una superficie di più di nove ettari ad
un’altitudine di 1314 metri.
La Smrekova draga fa già parte della riserva forestale
Golaki. Nella vasta dolina carsica si è avuta la formazione di un’insolita
disposizione vegetazionale inversa. Le fasce vi si susseguono in un esiguo
divario d’altitudine di 200 metri appena. La fascia superiore, sulla china,
vede estendersi una foresta di faggi d’alta quota che trapassa più in basso in
una foresta di faggi e di abeti. Segue più in basso ancora un bosco di soli
abeti, mentre il fondo della conca è coperta da pini mughi e da arbusti acauli.
Tra i pini mughi s’ alternano a mò di mosaico praticelli alpestri e muschi. La
causa di quest’invertita disposizione vegetazionale sta nella conformazione del
rilievo. Nella dolina, cinta da ogni parte da pendii che precludono il
movimento dell’aria, si è formato lo specifico mesoclima dall’atmosfera
stagnante con una relativamente maggiore umidita’ dell’aria e nebbie frequenti.
In primavera la neve accumulata sul fondo si scioglie assai lentamente rendendo
così moderatamente freddi l’atmosfera ed il suolo. Dal margine verso il fondo
della dolina la temperatura dell’aria subisce un continuo abbassamento. La
Smrekova draga subisce dunque una duplice inversione d’alta quota: climatica e
vegetazionale.
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